Psicomotricità relazionale

Dr. Massimo Ferrante

CHE COS’E’ LA PSICOMOTRICITÀ?

La psicomotricità è un’attività la cui specificità risiede nel coinvolgimento corporeo del conduttore che utilizza in modo privilegiato la comunicazione non verbale ed il gioco spontaneo per armonizzare le capacità motorie, emotivo-relazionali e cognitive della persona.
La psicomotricità ha una valenza preventivo/educativa quando la finalità principale è quella di promuovere l’integrazione e l’armonizzazione dello sviluppo del bambino, agevolando l’apertura alla comunicazione e al pensiero simbolico.
La psicomotricità ha una valenza terapeutica quando permette il contatto con persone (adulti e minori) disturbate e in grave difficoltà sul piano della comunicazione e della relazione.

QUANDO È UTILE LA PSICOMOTRICITÀ?
La psicomotricità è un valido strumento riconosciuto nella prevenzione e nella cura dei disagi nell’area del comportamento, in particolare nelle disarmonie o nei ritardi dello sviluppo, nelle difficoltà della comunicazione e dell’espressione di sé, nelle difficoltà di apprendimento, nelle sindromi psicomotorie e neuropsichiatriche infantili.

CHI È LO PSICOMOTRICISTA?

È un professionista dell’area socio-sanitaria, il cui profilo è descritto nel Decreto del Ministero della Sanità n.56 del 17.0.97, formato alla relazione con l’altro attraverso la comunicazione corporea non verbale e la tecnica del gioco. Possiede una disposizione personale, che viene affinata dalla formazione, ad osservarsi, a modificarsi, ad ascoltare l’altro rispettandolo nella sua globalità. Attua trattamenti educativi, terapeutici e formativi finalizzati a:

  • Facilitare lo sviluppo armonico della persona prevedendo l’instaurarsi di gravi disagi;
  • Far emergere la consapevolezza del sé
  • Aprire alla comunicazione con l’altro
  • Favorire la ricerca di meccanismi funzionali sul piano motorio, affettivo-relazionale e cognitivo più evoluti.

UNO PSICOLOGO/PSICOMOTRICISTA EFFETTUERA’, SENZA IMPEGNO, UN COLLOQUIO PRELIMINARE CON I GENITORI CHE INTENDONO AFFIDARE I LORO FIGLI ALLA PSICOMOTRICITA’ RELAZIONALE.

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